mercoledì 28 novembre 2007
cOrSo d'InFoMaTiCa
martedì 27 novembre 2007
Ricerca Bibliografica attraverso PubMed: "il DIABETE"
Il termine diabete mellito descrive un disordine metabolico ad eziologia multipla, caratterizzato da iperglicemia cronica con alterazioni del metabolismo di carboidrati, grassi e proteine, risultanti da difetti della secrezione insulinica, della azione insulinica o di entrambe. Le conseguenze del diabete mellito comprendono i danni a lungo termine, la disfunzione e l’insufficienza di vari organi. Il diabete mellito si può presentare con sintomi specifici come polidipsia, poliuria, annebbiamento della visione e perdita di peso. Nelle sue forme più severe, possono svilupparsi la chetoacidosi e uno stato iperosmolare non chetosico che conducono all’obnubilamento del sensorio, al coma e, in assenza di una terapia efficace, alla morte. Spesso i sintomi non sono marcati o possono essere assenti e, di conseguenza, l’iperglicemia può causare modificazioni patologiche e funzionali, che possono essere presenti molto tempo prima che venga fatta la diagnosi. Gli effetti a lungo termine del diabete consistono nello sviluppo progressivo di complicanze specifiche, rappresentante da retinopatia con cecità potenziale, nefropatia che può condurre all’insufficienza renale e/o neuropatia con il rischio di ulcerazioni ai piedi , amputazioni, piede di Charcot e segni di disfunzione autonomia, inclusa la disfunzione sessuale. Le persone affette da diabete hanno un rischio aumentato di malattia vascolare, cerebrale e periferica. Diversi meccanismi patogenetici sono coinvolti nello sviluppo del diabete. Essi comprendono sia i processi che distruggono le cellule beta del pancreas con conseguente deficit insulinico ed eventi che comportano una resistenza all’azione insulinica. Le anomalie del metabolismo di carboidrati, grassi e proteine sono dovute al difetto dell’azione insulinica sui tessuti bersaglio, conseguenza della insensibilità o della mancanza di insulina.
http://www.diabetologia.it/Il_diabete.htm
Ecco alcuni articoli interessanti sull'argomento trovati sul sito PubMed
che sono stati pubblicati negli ultimi 180 giorni
U.O. Medicina, Ospedale di Carrara, AUSL 1, Massa Carrara. monica.uliana@usl1.toscana.it
A patient was a heavy smoker and drinker, so during his life has developed three cancers: larynx, liver and lung. These cancers can be linked to his bad lifestyle. We believe that it is very important to insist upon health education which can reach the entire population, so that illnesses related to a mistaken lifestyle can be reduced.
PMID: 17902569 [PubMed - indexed for MEDLINE]
Struttura Complessa a Direzione Universitaria, Università del Piemonte Orientale A. Avogadro, Ospedale Maggiore della Carità, Novara.
A retrospective study was carried out on 79 patients with deep neck infections (DNI) admitted to our Department between 1990 and 2005 in order to review our experience with DNI and verify if diabetic and immunocompromised patients have more aggressive infections and poorer prognosis. Demographics, clinical presentation, etiology, site of infection, associated systemic diseases (26.6%-21/79), microbiology, treatment and complications were considered.
PMID: 17902568 [PubMed - indexed for MEDLINE]
Altri articoli ai seguenti link:
Related Links
- Deep neck infection in elderly patients. A single institution experience (2000-2004). [Aging Clin Exp Res. 2006]
- Deep neck infection: analysis of 185 cases. [Head Neck. 2004]
- Influence of diabetes mellitus on deep neck infection. [J Laryngol Otol. 2006]
- Spectrum and management of deep neck space infections: an 8-year experience of 234 cases. [Otolaryngol Head Neck Surg. 2005]
- Deep neck infections in diabetic patients. [Am J Otolaryngol. 2000]
Related Links
- Tobacco, alcohol use, and risks of laryngeal and lung cancer by subsite and histologic type in Turkey. [Cancer Causes Control. 1997]
- Adenocarcinoma of the lung among women: risk associated with smoking, prior lung disease, diet and menstrual and pregnancy history. [Lung Cancer. 2003]
- Prospective study of hepatitis B and C viral infections, cigarette smoking, alcohol consumption, and other factors associated with hepatocellular carcinoma risk in Japan. [Am J Epidemiol. 2000]
- Cigarette smoking, alcohol drinking, hepatitis B, and risk for hepatocellular carcinoma in Korea. [J Natl Cancer Inst. 2004]
- L-myc genotype is associated with different susceptibility to lung cancer in smokers. [Jpn J Cancer Res. 2002]
sabato 27 ottobre 2007
Si ride ma non si scherza 2
(23 Ottobre 2007) Primo titolo del Tg1 “Benedetto XVI: il precariato danneggia la famiglia” Secondo titolo del Tg1 “Bagnasco: vita e famiglia sono valori non negoziabili”. Spettabile Tg1, ma è plausibile che i due principali fatti del giorno siano dichiarazioni ascrivibili ad uomini di Chiesa? Vista per giunta la connessione, se ne poteva forse risparmiare una. A meno che la ribalta andasse loro concessa per la cornice in cui sono state rese “il centenario delle settimane sociali dei cattolici”: in tale ultimo caso, però, perdonate la distrazione nostra dei passati novantanove anni e spiegateci cosa rende questo evento speciale da relegare tutto il resto al terzo posto.
http://unarisatacidisseppellira.net/?gclid=CLHq2rerr48CFQbFXgod72mAlg
si ride ma no, non si scherza

http://unarisatacidisseppellira.net/?gclid=CLHq2rerr48CFQbFXgod72mAlg
Sparlatoria (23 Ottobre 2007) All’indomani dalla sparatoria in un’aula di giustizia “Vedete?” dichiara l’inviata del Tg1 “Facciamo il nostro ingresso in tribunale nella totale assenza di controlli”. Beh scusi, l’assenza di controlli la si presume già dalla sparatoria, voi dovreste semmai aiutarci a comprenderne il perché: queste improvvisate con telecamera fatele dunque una volta tanto a chi dovrebbe garantire i controlli e dunque prevenire le sparatorie, al Ministro dell’interno ad esempio.
venerdì 26 ottobre 2007
La soluzione finale

ENEL E IL NUCLEARE
Dal Blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2007/07/enel_nucleare.html
Tanto trambusto per nulla!!
Pubblicato il 24/10/2007
Il tam tam della Rete è partito dal blog Beppegrillo.it il 19 ottobre ’07. Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, dichiara che il disegno di legge sull'editoria va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Il tam tam della Rete contro il disegno di legge sull’editoria approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 ottobre ‘07 è partito dal blog Beppegrillo.it. Lo scorso 19 ottobre è stato, infatti, pubblicato un post da Beppe Grillo - nella foto - in cui affermava che «Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. (…) Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. (…) Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia».
Questo testo ha fatto partire l’allarme tra i blogger italiani che si sono subito dichiarati pronti a trasferire i loro contenuti su server situati in Paesi con regole meno severe, tanto che la risposta del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, è arrivata il giorno dopo. Dal suo sito, infatti, si legge «L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive. Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità - come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog - per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on-line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare».
Contrario a questo disegno di legge sull’editoria è anche il commissario dell’AGACOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Nicola D’Angelo, che ha affermato: «Comprendo l’esigenza di garanzia che ha mosso il governo a proporre questa norma, ma penso che non possa tradursi nell’imposizione di procedure burocratiche per l’apertura dei blog. Il grande valore della rete consiste nel fatto che è aperta, pluralista e gratuita nella fruizione: è giusto che chi la usa rispetti la legge, ma bisogna evitare regole che restringano le caratteristiche di apertura e libertà che la rete consente a chi la vuole utilizzare».
Cerca di rassicurare i blogger anche lo stesso Levi, specificando che «le norme si rivolgono non a ragazzi che realizzano blog ma a chi crea su Internet un vero e proprio prodotto editoriale».
In conclusione, tanto rumore per nulla o se nessuno avesse lanciato l’allarme ... ?
Articolo pubblicato il 24/10/2007 sul sito http://guide.dada.net/giornalismo/interventi/2007/10/311164.shtml
Di Simona Petaccia
