TELESPETTATORE ASOCIALE
(23 Ottobre 2007) Primo titolo del Tg1 “Benedetto XVI: il precariato danneggia la famiglia” Secondo titolo del Tg1 “Bagnasco: vita e famiglia sono valori non negoziabili”. Spettabile Tg1, ma è plausibile che i due principali fatti del giorno siano dichiarazioni ascrivibili ad uomini di Chiesa? Vista per giunta la connessione, se ne poteva forse risparmiare una. A meno che la ribalta andasse loro concessa per la cornice in cui sono state rese “il centenario delle settimane sociali dei cattolici”: in tale ultimo caso, però, perdonate la distrazione nostra dei passati novantanove anni e spiegateci cosa rende questo evento speciale da relegare tutto il resto al terzo posto.
http://unarisatacidisseppellira.net/?gclid=CLHq2rerr48CFQbFXgod72mAlg
sabato 27 ottobre 2007
si ride ma no, non si scherza

Questo breve testo l'ho raccolto da un sito modesto ma molto interessante :
http://unarisatacidisseppellira.net/?gclid=CLHq2rerr48CFQbFXgod72mAlg
Sparlatoria (23 Ottobre 2007) All’indomani dalla sparatoria in un’aula di giustizia “Vedete?” dichiara l’inviata del Tg1 “Facciamo il nostro ingresso in tribunale nella totale assenza di controlli”. Beh scusi, l’assenza di controlli la si presume già dalla sparatoria, voi dovreste semmai aiutarci a comprenderne il perché: queste improvvisate con telecamera fatele dunque una volta tanto a chi dovrebbe garantire i controlli e dunque prevenire le sparatorie, al Ministro dell’interno ad esempio.
http://unarisatacidisseppellira.net/?gclid=CLHq2rerr48CFQbFXgod72mAlg
Sparlatoria (23 Ottobre 2007) All’indomani dalla sparatoria in un’aula di giustizia “Vedete?” dichiara l’inviata del Tg1 “Facciamo il nostro ingresso in tribunale nella totale assenza di controlli”. Beh scusi, l’assenza di controlli la si presume già dalla sparatoria, voi dovreste semmai aiutarci a comprenderne il perché: queste improvvisate con telecamera fatele dunque una volta tanto a chi dovrebbe garantire i controlli e dunque prevenire le sparatorie, al Ministro dell’interno ad esempio.
venerdì 26 ottobre 2007
La soluzione finale

21 Ottobre 2007
Mastella è indagato per abuso d’ufficio, finanziamento illecito ai partiti, concorso in truffa nell’ambito di finanziamenti europei e nazionali da De Magistris. Appena lo sa ne chiede il trasferimento. Non ci riesce. De Magistris diventa l’indagato. Qualcuno fa uscire notizie riservate dalla Procura di Catanzaro. De Magistris riceve una busta con delle pallottole. Va avanti lo stesso. Mastella minaccia di mandare a casa Prodi a primavera. L’inchiesta è subito tolta a De Magistris. E’ finita qui?Si, è finita, ma per il centro sinistra. E’ morto, defunto. Nessun partito ha chiesto le dimissioni di Mastella. Vergogna. In un Paese normale Mastella sarebbe a Ceppaloni a raccogliere pomodori. E Prodi, anche lui indagato? E' sereno. Il giudice non c’è più e oggi, insieme al compare Mastella, è a Napoli per ricevere il Papa.Marco Travaglio mi ha inviato una lettera sulla soluzione finale.“Caro Beppe,due settimane fa, ad Annozero, avevo evocato Licio Gelli e il Piano di rinascita della P2 e me ne hanno dette di tutti i colori. In realtà, ero stato troppo ottimista. Ormai siamo oltre Gelli, oltre la P2. Siamo al golpe politico-giudiziario.Per una volta, inseguire gli aspetti tecnico-giuridici della decisione del Procuratore generale di Catanzaro di strappare di mano l’inchiesta “Why Not” su Prodi, Mastella & C. al titolare, cioè al pm Luigi De Magistris, è inutile e fuorviante. Meglio andare subito alla sostanza, che è questa: il magistrato che aveva raccolto elementi sufficienti per indagare Mastella per abuso, truffa e finanziamento illecito, cioè riteneva di aver trovato i soldi, non potrà portare a termine la sua indagine, ormai in dirittura d’arrivo. Il fascicolo passerà a un altro magistrato, che impiegherà mesi per studiarsi tutti gli atti. E, se non vorrà fare la fine di De Magistris - attaccato da destra e da sinistra, difeso da nessuno, ispezionato per mesi e mesi, trascinato dinanzi al Csm, proposto per il trasferimento immediato e infine espropriato del suo lavoro - ascolterà l’amorevole consiglio che gli danno il governo e l’opposizione una volta tanto compatte: archiviare tutto, lasciar perdere, voltarsi dall’altra parte.Checchè se ne dica, questa non è una questione privata fra De Magistris e Mastella. Questa è la soluzione finale dopo vent’anni di guerra della politica alla Giustizia. E’ il coronamento del sogno dei vari Gelli, Craxi e Berlusconi di fermare sul nascere le indagini sul potere. Gelli, Craxi e Berlusconi, nella loro ingenuità, pensavano che per farlo occorresse modificare la Costituzione, scrivendoci che la carriera dei pm è separata da quella dei giudici e che le procure devono obbedire al governo.Mastella e chi gli sta dietro hanno capito che non occorre cambiare le norme: basta creare le condizioni di fatto perché tutto ciò accada. Appena un pm apre un fascicolo sugli amici di un ministro, se ne chiede il trasferimento (del pm, non del ministro). Anche se la richiesta non sta in piedi, non importa: quando il magistrato arriverà al sodo, salendo di livello dagli amici del ministro al ministro stesso, il ministro sosterrà che il pm lo fa perché ce l’ha con lui. E, col gioco delle tre carte, riuscirà a convincere qualche alto magistrato a scambiare le cause con gli effetti e a scippare l’indagine al pm per “incompatibilità”. Come se fosse il pm ad avercela col ministro, e non il ministro ad avercela col pm. Si chiama “guerra preventiva”, e non l’ha neppure inventata Mastella. L’aveva già teorizzata Mao: “Colpirne uno per educarne cento”. Funziona.” Marco Travaglio
Dal blog di Beppe Grillo http://www.beppegrillo.it/2007/10/la_soluzione_fi.html#comments
ENEL E IL NUCLEARE
L’Enel compra pagine di quotidiani internazionali per farsi pubblicità. Indovinate chi paga?Prima di rispondere stringete gli occhi, concentratevi e contate fino a tre. Se la risposta è stata: “Io, con la mia bolletta”, siete uno dei milioni di italiani che hanno finanziato la pubblicità apparsa sul Financial Times.L’immagine è stata suggerita direttamente da Bin Laden. I due grattacieli sono, senza ombra di dubbio, una fotografia delle Twin Towers scattata il 10 settembre 2001.L’Enel nel testo pubblicitario, scritto da Rutelli, afferma due cose importanti.“Our strength comes from facts: in 2006, our net profit hit 3 billion euros”.“La nostra forza deriva dai fatti: nel 2006, i nostri profitti netti sono arrivati a 3 miliardi di euro”.Una forza basata sul monopolio di fatto in Italia. Guadagna l’Enel, perdono famiglie e imprese e la competitività del Paese. L’Enel è meglio di Robin Hood, preleva agli utenti per ingrassare il bilancio.“As a company, we strongly believe in economic, social environmental responsibility”.“Come società, noi crediamo fortemente nella responsabilità economica, sociale e ambientale”.Per questo investe in centrali nucleari risalenti ai tempi della guerra fredda.Il parere di Greenpeace:“ Greenpeace è fortemente contraria agli investimenti nucleari di Enel a Mochovce dove verranno completati due reattori sovietici di progettazione degli anni Settanta, senza guscio di protezione da eventi esterni. Greenpeace si sta opponendo anche al progetto nucleare sovietico di Belene in Bulgaria, in zona sismica. Due operazioni che costeranno più di tutti gli investimenti di Enel sulle fonti rinnovabili, un primato imbarazzante.”Ora, che l’Enel abbia bilanci miliardari grazie alle nostre bollette e lo racconti in giro per il mondo mi fa salire la pressione. Ma che con i nostri soldi compri due centrali nucleari d’antiquariato invece di investire nelle rinnovabili è un crimine verso le generazioni future.Il ministero dell’Economia è il principale azionista dell’Enel. Padoa Schioppa (email) intervenga, lo faccia almeno per i suoi nipotini.
Dal Blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2007/07/enel_nucleare.html
Dal Blog di Beppe Grillo
http://www.beppegrillo.it/2007/07/enel_nucleare.html
Tanto trambusto per nulla!!
Legge sull’editoria: blogger pronti a trasferirsi all'estero
Pubblicato il 24/10/2007
Il tam tam della Rete è partito dal blog Beppegrillo.it il 19 ottobre ’07. Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, dichiara che il disegno di legge sull'editoria va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Il tam tam della Rete contro il disegno di legge sull’editoria approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 ottobre ‘07 è partito dal blog Beppegrillo.it. Lo scorso 19 ottobre è stato, infatti, pubblicato un post da Beppe Grillo - nella foto - in cui affermava che «Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. (…) Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. (…) Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia».
Questo testo ha fatto partire l’allarme tra i blogger italiani che si sono subito dichiarati pronti a trasferire i loro contenuti su server situati in Paesi con regole meno severe, tanto che la risposta del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, è arrivata il giorno dopo. Dal suo sito, infatti, si legge «L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive. Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità - come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog - per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on-line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare».
Contrario a questo disegno di legge sull’editoria è anche il commissario dell’AGACOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Nicola D’Angelo, che ha affermato: «Comprendo l’esigenza di garanzia che ha mosso il governo a proporre questa norma, ma penso che non possa tradursi nell’imposizione di procedure burocratiche per l’apertura dei blog. Il grande valore della rete consiste nel fatto che è aperta, pluralista e gratuita nella fruizione: è giusto che chi la usa rispetti la legge, ma bisogna evitare regole che restringano le caratteristiche di apertura e libertà che la rete consente a chi la vuole utilizzare».
Cerca di rassicurare i blogger anche lo stesso Levi, specificando che «le norme si rivolgono non a ragazzi che realizzano blog ma a chi crea su Internet un vero e proprio prodotto editoriale».
In conclusione, tanto rumore per nulla o se nessuno avesse lanciato l’allarme ... ?
Articolo pubblicato il 24/10/2007 sul sito http://guide.dada.net/giornalismo/interventi/2007/10/311164.shtml
Di Simona Petaccia
Pubblicato il 24/10/2007
Il tam tam della Rete è partito dal blog Beppegrillo.it il 19 ottobre ’07. Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, dichiara che il disegno di legge sull'editoria va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.
Il tam tam della Rete contro il disegno di legge sull’editoria approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 ottobre ‘07 è partito dal blog Beppegrillo.it. Lo scorso 19 ottobre è stato, infatti, pubblicato un post da Beppe Grillo - nella foto - in cui affermava che «Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet. (…) Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. (…) Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia».
Questo testo ha fatto partire l’allarme tra i blogger italiani che si sono subito dichiarati pronti a trasferire i loro contenuti su server situati in Paesi con regole meno severe, tanto che la risposta del Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, è arrivata il giorno dopo. Dal suo sito, infatti, si legge «L’allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog è giustificato: il disegno di legge sull’editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perchè la norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive. Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilità - come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog - per non aver controllato personalmente e parola per parola il testo che alla fine è stato sottoposto al Consiglio dei Ministri. Pensavo che la nuova legge sull’editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono sì una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicità, per avere accesso ai contributi della legge sull’editoria. Va bene applicare anche ai giornali on-line le norme in vigore per i giornali, ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog. Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana). Il testo, invece, è troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l’attività di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato. Riconosciuto l’errore, si tratta ora di correggerlo. E sono convinto che sarà lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare».
Contrario a questo disegno di legge sull’editoria è anche il commissario dell’AGACOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni), Nicola D’Angelo, che ha affermato: «Comprendo l’esigenza di garanzia che ha mosso il governo a proporre questa norma, ma penso che non possa tradursi nell’imposizione di procedure burocratiche per l’apertura dei blog. Il grande valore della rete consiste nel fatto che è aperta, pluralista e gratuita nella fruizione: è giusto che chi la usa rispetti la legge, ma bisogna evitare regole che restringano le caratteristiche di apertura e libertà che la rete consente a chi la vuole utilizzare».
Cerca di rassicurare i blogger anche lo stesso Levi, specificando che «le norme si rivolgono non a ragazzi che realizzano blog ma a chi crea su Internet un vero e proprio prodotto editoriale».
In conclusione, tanto rumore per nulla o se nessuno avesse lanciato l’allarme ... ?
Articolo pubblicato il 24/10/2007 sul sito http://guide.dada.net/giornalismo/interventi/2007/10/311164.shtml
Di Simona Petaccia
ROCKPOLITIC!

"LA POLITICA NON STRUMENTALIZZI GLI STUDENTI!
Di Esecutivo nazionale 18-10-2007, 12:32
Oggi il senato ha approvato un o.d.g. che chiede al ministro Fioroni di far discutere ed eventualmente approvare al parlamento le metodologie di recupero dei debiti formativi. Vediamo in questo atto una sicura sensibilità rispetto alle nostre richieste ma vediamo anche una volontà da parte di alcune fazioni politiche di destra che tendono a strumentalizzare le nostre richieste e i nostri bisogni.
Il centro destra in 5 anni di governo Berlusconi ha dequalificato l'intero sistema d'istruzione, determinando l'attuale situazione di estrema emergenza che a fatica l'attuale governo di centro sinistra sta affrontando. La nostra volontà è quella di esprimere in totale autonomia dai processi politici attuali i nostri bisogni materiali e immateriali, senza nessun condizionamento alcuno.
Oggi alle 19.00 ci sarà un incontro tra le rappresentanze studentesche e il ministro Fioroni, per noi rappresenta un vero e proprio ultimatum per la costruzione di una vera politica condivisa sull'istruzione.
Chiediamo al ministro Fioroni tanto quanto al parlamento di accettare le nostre richieste sui percorsi di recupero ma anche di aprire seri e operativi spiragli per la costruzione di una legge nazionale sul diritto allo studio, una carta studenti per le agevolazioni sui consumi culturali, l'ampliamento dei diritti degli studenti e un serio ragionamento per una nuova regolamentazione tra scuola e mondo del lavoro.
L'Unione degli Studenti"
Questo articolo è stato pubblicato su internet sul sito http://www.unionedeglistudenti.it/
Di Esecutivo nazionale 18-10-2007, 12:32
Oggi il senato ha approvato un o.d.g. che chiede al ministro Fioroni di far discutere ed eventualmente approvare al parlamento le metodologie di recupero dei debiti formativi. Vediamo in questo atto una sicura sensibilità rispetto alle nostre richieste ma vediamo anche una volontà da parte di alcune fazioni politiche di destra che tendono a strumentalizzare le nostre richieste e i nostri bisogni.
Il centro destra in 5 anni di governo Berlusconi ha dequalificato l'intero sistema d'istruzione, determinando l'attuale situazione di estrema emergenza che a fatica l'attuale governo di centro sinistra sta affrontando. La nostra volontà è quella di esprimere in totale autonomia dai processi politici attuali i nostri bisogni materiali e immateriali, senza nessun condizionamento alcuno.
Oggi alle 19.00 ci sarà un incontro tra le rappresentanze studentesche e il ministro Fioroni, per noi rappresenta un vero e proprio ultimatum per la costruzione di una vera politica condivisa sull'istruzione.
Chiediamo al ministro Fioroni tanto quanto al parlamento di accettare le nostre richieste sui percorsi di recupero ma anche di aprire seri e operativi spiragli per la costruzione di una legge nazionale sul diritto allo studio, una carta studenti per le agevolazioni sui consumi culturali, l'ampliamento dei diritti degli studenti e un serio ragionamento per una nuova regolamentazione tra scuola e mondo del lavoro.
L'Unione degli Studenti"
Questo articolo è stato pubblicato su internet sul sito http://www.unionedeglistudenti.it/
mercoledì 24 ottobre 2007
PREGO BUSH
Difesa missilistica: Bush ringrazia l'Italia
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha ieri ringraziato l'Italia per l'appoggio fornito alla sua amministrazione nello sviluppo del programma di difesa missilistica. L'inquilino della Casa Bianca ha citato alcune nazioni, tra le quali anche l'Italia, che a partire dall'anno 2001 hanno lavorato "in stretto rapporto" al fine di dispiegare "radar di avvertimento, missili intercettori e navi attrezzate per la difesa missilistica"."Grazie ad amici e alleati come Giappone, Italia, Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna - ha affermato Bush - la difesa missilistica è passata dall'essere un'innovazione americana a un vero sforzo internazionale per aiutare a difendere le nazioni libere contro le vere minacce del 21mo secolo".
Servono commenti?? Ancora con lo scudo spaziale e i missili!!!?? OH Bushe ma sei fissato!!
Il presidente degli Stati Uniti George W. Bush ha ieri ringraziato l'Italia per l'appoggio fornito alla sua amministrazione nello sviluppo del programma di difesa missilistica. L'inquilino della Casa Bianca ha citato alcune nazioni, tra le quali anche l'Italia, che a partire dall'anno 2001 hanno lavorato "in stretto rapporto" al fine di dispiegare "radar di avvertimento, missili intercettori e navi attrezzate per la difesa missilistica"."Grazie ad amici e alleati come Giappone, Italia, Germania, Paesi Bassi e Gran Bretagna - ha affermato Bush - la difesa missilistica è passata dall'essere un'innovazione americana a un vero sforzo internazionale per aiutare a difendere le nazioni libere contro le vere minacce del 21mo secolo".
Servono commenti?? Ancora con lo scudo spaziale e i missili!!!?? OH Bushe ma sei fissato!!
insieme contro la mafia
22 - 26 ottobre Forum Nazionale contro la mafia
Si terrà presso il Polo delle Scienze Sociali Novoli la III edizione del Forum Nazionale Contro la Mafia.
Il programma è scaricabile dal sito del forum www.forumcontrolamafia.info nella sezione Documenti
Si terrà presso il Polo delle Scienze Sociali Novoli la III edizione del Forum Nazionale Contro la Mafia.
Il programma è scaricabile dal sito del forum www.forumcontrolamafia.info nella sezione Documenti
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